di un ex manzoniano

Immaginate la sorpresa, aprendo il sito di una testata locale come La Repubblica Milano, di trovare un articolo su una misura assurda presa dal Consiglio d’Istituto del proprio vecchio liceo.

Su instagram da giorni si susseguono ondate di storie sull’argomento, ripreso anche da diverse testate giornalistiche.

Facciamo un po’ di chiarezza.

Nella seduta del Consiglio di Istituto del 22/10/2020, convocato tramite comunicazione interna, appare all’ordine del giorno la discussione dei criteri di ammissione per le classi prime per il venturo anno scolastico. Fin qui nulla di nuovo, è una procedura che va effettuata ogni anno. Quel che pare quanto meno bizzarro è che questa delibera assolutamente non urgente, in quanto deve essere votata prima dell’inizio delle iscrizioni, a gennaio, sia stata discussa e approvata una settimana prima delle elezioni per il rinnovo della componente studentesca e con, quindi, solo due studenti surrogati su 4 rappresentanti.

Tuttavia, i criteri vengono discussi e approvati, con quanti voti a favore ancora non è dato saperlo. Viene deciso di applicare un’aggiunta ai criteri territoriali normalmente utilizzati dal Manzoni, come dalla maggior parte delle altre scuole, un sistema “meritocratico”, consistente nel selezionare gli iscritti sulla base delle medie in italiano, matematica e inglese, in quanto, vista l’esiguità dei posti, non si potrebbe effettuare il consueto compito di riorientamento. Discorso che potrebbe anche avere un senso logico, tuttavia, viene naturale un dubbio: quale necessità c’è di una media così elevata in matematica e inglese per il liceo classico, visto il purtroppo esiguo monte ore che hanno a disposizione nel curriculum liceale classico? Infatti, sebbene in alcuni ambiti potrebbe avere senso selezionare in base alla media in determinate materie (e chi vi scrive è stato ammesso al suo corso di laurea tramite una media ponderata di alcune materie d’indirizzo), non ha alcun senso quella rosa di materie, che rende esclusivamente discriminatorio il processo di selezione.

Inoltre, si alza più di un sopracciglio sull’approssimazione con cui è stata scritta la bozza, allegata alla comunicazione di Convocazione del Consiglio d’Istituto, dove al punto due si legge “il criterio territoriale sarà mantenuto secondo il tradizionale ordine di priorità che vede in successione di priorità le zone 1, 4, 5, 6, 7”. Bella pensata, peccato che negli anni scorsi i criteri, facilmente trovabili sul sito del Liceo, fossero diversi: prima Zona 1, poi in blocco le zone dalla 4 alla 7, poi le restanti. Ma, assurdamente, questo errore è perfino il male minore.

Il 23/10 gli studenti mettono in atto una protesta, che si risolve con un niet da parte della Dirigenza e del suo staff. A questo punto, alcune testate giornalistiche si interessano all’argomento e aggiungono la loro parte di irresponsabilità e disinformazione, come piace ai Professionisti dell’informazione: “Al Manzoni solo con la media del 10 e se abiti in centro”. Articolo scritto meglio? Neanche per scherzo: “i criteri sono stati votati con 15 voti a favore e 4 contrari”. Come sia possibile, sarebbe interessante saperlo, visto che in Consiglio d’Istituto sono presenti 8 professori, 4 genitori, 4 studenti, 2 membri del personale ATA e la Dirigente Scolastica, per un totale di 19 voti, e, come scritto sopra, alla seduta del 22/10 erano presenti solo 2 studenti.

Nonostante ciò, su Facebook la solita fauna si scaglia senza cognizione di causa contro il classismo del “se abiti solo in centro”, senza prendersi la briga di andare a scoprire che tutte le scuole che non effettuino test d’ingresso o sorteggio scelgono in base a criteri territoriali. Il Manzoni stesso lo fa, da anni. Perché? Il motivo è presto detto: il bacino d’utenza. Il Manzoni si trova in Zona 1 e privilegia quella Zona, il Beccaria, trovandosi in Zona 8, privilegia Zona 8.

Andiamo oltre, domenica 25/10 viene pubblicata una circolare, la numero 88, in cui la Dirigente Scolastica, viste le proteste, sospende l’applicazione della delibera in attesa di una nuova discussione. Gli studenti esprimono giubilo e vittoria su Instagram. A parte il chiedersi quale sia la vittoria quando c’è scritto che se ne ridiscuterà e basta, la domanda è un’altra: com’è possibile che nessuno sia indignato di ciò? Perché ci sono studenti candidati al Consiglio d’Istituto? Perché gli stessi candidati hanno sostenuto questa assolutamente dovuta protesta per poi festeggiare questa “vittoria”? Quale è il senso? La Dirigente Scolastica, membro del Consiglio d’Istituto, in cui il suo voto vale 1/19, poco più del 5%,  si arroga il diritto di sospendere una delibera COLLEGIALMENTE votata nell’unico organo in cui gli studenti hanno voce e questi ultimi festeggiano?
E no, non si sta dicendo che la delibera non andasse sospesa, modificata, ridiscussa, rivotata. Si sta dicendo che la modalità è indegna, questo sì, perché il Consiglio d’Istituto è un organo indipendente. Perché avrebbe dovuto essere la Giunta Esecutiva e riunirsi e a sospenderla in via preliminare. Perché avrebbe dovuto essere la Presidente del Consiglio d’istituto a dare l’annuncio. Perché gli studenti avrebbero dovuto aver qualcosa da dire in capitolo. E invece niente.

Sicuramente quest’anno il Manzoni è partito col piede sbagliato. E’ indubbio che ci siano stati errori da parte della Dirigenza. Viene da dire che questa scuola stia proprio andando a rotoli. Viene però anche da sottolineare che sembra che tutte le componenti si stiano dando da fare per fare in modo che sia così.

Un ex studente deluso e demotivato

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