1) Perché ti candidi?

È da qualche anno che mi impegno attivamente nella politica studentesca sia fuori che dentro al Manzoni. E in entrambi questi ambiti stiamo assistendo a una situazione tutt’altro che positiva: ovvero che una dilagante indifferenza secondo me sta lasciando spazio a soggetti, dinamiche e idee che minano le libertà di ciascuno di noi, su vari e differenti livelli. In base alla mia esperienza penso che per portare avanti nel modo migliore possibile le mie idee e quelle di tutti gli altri studenti sia molto utile farlo anche all’interno di un organo istituzionale come il consiglio di istituto. 

2) Perché con questa lista? 

Sinceramente perché è l’unica che garantisce una vera continuità, dal momento che sono decenni che è attiva ogni anno per tutelare e rappresentare la componente studentesca di questa scuola, anche al di fuori di essa. Questa solidità è ciò che gli conferisce la forza grazie alla quale riesce sempre a portare avanti le proprie proposte. Oltre a questo il collettivo è dove ho iniziato a fare politica e quindi anche dove mi sono formato in quest’ambito. Per questo mi ritrovo perfettamente in linea con i suoi ideali e le sue pratiche. 

3) Che cosa significa per te la scuola?

Io non sono un prof quindi  lascio perdere la solita definizione sul luogo per formare noi e le nostre menti e la prendo più dal punto di vista dello studente: è dove passiamo la maggior parte del nostro tempo; è uno dei nostri punti di riferimento principali per tutto quello che riguarda le relazioni che siano di amicizia o altro, perché molti dei nostri legami si formano qui e la scuola assorbe la maggior parte delle nostre energie.

4) Del Manzoni che cosa ti piace e che cosa vorresti cambiare?

Mi piacciono molte cose. Questa scuola è davvero unica e a renderla tale non è di certo l’aspetto didattico. Purtroppo negli ultimi anni molte di queste cose stanno scomparendo, o meglio, vengono progressivamente cancellate. Ritengo che la scuola venga e vada vissuta in primis dagli studenti e quindi sono contrario a questo cambiamento. Quello che manca è proprio la voglia di ribellarsi a tutto questo e rendere di nuovo il Manzoni più a misura di studente. 

5) Quali proposte porti avanti?

Sulle proposte esatte non mi esprimo ancora perché ritengo l’assemblea un momento chiave per esprimerle. Per di più mi candido con il collettivo, quindi le mie proposte sono quelle che l’assemblea di ogni venerdì approva o suggerisce e lascio a lei l’ultima parola. Detto ciò saranno principalmente sui vari temi riguardo al Manzoni che ho detto prima e riguardo alla crisi climatica. Penso anche a qualcosa di molto pratico e concreto per la scuola a livello strutturale.

6) Hai figure di riferimento, personaggi a cui ti ispiri?

Averne ne ho davvero tante, per vari aspetti e categorie. Proprio per questo è difficile trovarne una che le rappresenti tutte. A questo punto direi Corto Maltese, il personaggio dei fumetti di Hugo Pratt. Da piccolo il primo esempio di antifascismo, quando ancora non sapevo cosa fosse, l’ho avuto leggendo uno dei suoi fumetti in cui Corto tirava un calcio a uno squadrista di Mussolini. E niente, alla fine è un marinaio che si sceglie il suo destino vagando per il mondo e vivendo svariate avventure…

7) Canzoni e libri preferiti e odiati?

Di libri ne amo davvero troppi per farne un elenco. Ho odiato solo alcuni di quelli assegnati come compito a scuola. Ricordo ancora un pallosissimo Vassalli in quarta ginnasio. Per quanto riguarda la musica ascolto tantissimi generi, ma in serata sono dipendente dalla trash.

8) Che cosa cerchi nel partner?

Oltre alle solite cose direi la voglia di chiudersi anche intere giornate in casa isolandosi dal mondo esterno, il resto poi viene da sé.

9) Con quale personaggio famoso spenderesti una giornata?

Ricky Gervais, sarebbe sicuramente uno spasso.

10) Citazione preferita?

 “Ricordate sempre che ogni tempesta comincia con una singola goccia. Cercate di essere voi, quella goccia”. È una frase di Lorenzo Orsetti, il ragazzo italiano morto combattendo contro l’isis assieme ai Curdi. Penso che la frase si commenti da sola…

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