di SARA CORNETTA

“Buoongiorno! È una meravigliosa mattina estiva, il sole cocente splende alto sopra le nostre teste e le nuvole sembrano essersi nascoste, certamente in un posto un po’ più fresco, e io, come ogni anno, vi do il benvenuto alla spettacolare, strabiliante e magnifica “Competizione suul traam!” che oggi vede affrontarsi otto tranvieri provenienti da tutta Italia in un percorso che certamente tutti loro hanno sperimentato nella loro quotidianità cittadina!”

E con una strizzata d’occhio il non così famoso presentatore della gara, Roberto Sorrisone, inizia la diretta tv, in onda su un canale poco conosciuto, così come poco conosciuta è questa competizione, che si svolge in una distesa erbosa ai piedi di un monte di cui nessuno sa il nome, neppure così alto, a dire la verità.

Un evento quindi per i più ignoto e probabilmente insignificante, ma come deludere i cento spettatori che ogni anno si riuniscono per ammirare la velocità e la potenza di questi mezzi così futuristici?

La parola “TRAM”, infatti, come solo i più eletti, che ancora coltivano un’ammirazione speciale per queste vetture, sanno, sta per “Trabiccolo su Rotaie Assolutamente Magico”.

Purtroppo però il tram, come si è evinto da un sondaggio tra i passeggeri, non è assolutamente percepito come tale, se non da una piccolissima parte, che potete tranquillamente individuare subito non appena salite: quei personaggi un po’ stralunati o un po’ all’antica che osservano quello che li circonda con aria sognante, che di solito si prendono qualche sfuriata da parte di passeggeri meno trasognati perché non si spostano o perché si accorgono che devono scendere sempre troppo tardi e quindi fanno fermare tutto il tram, che ormai stava partendo, o ancora quelli che ogni volta che devono scendere alla fermata successiva schiacciano il tasto rosso con la scritta STOP come se si trattasse di un pulsante magico che li porterà in una dimensione parallela e quasi si spaventano se, dopo averlo fatto, sul tram comincia a lampeggiare una scritta rossa.

Per non parlare delle porte automatiche e del biglietto da timbrare, esperienze entrambe paranormali per i viaggiatori che decidono di prendere il tram non per andare in un certo luogo, ma solo per il gusto e la magia che provano nell’attraversare la città in una scatola di ferro. Questa categoria così ristretta di persone, che ancora ci crede nella magia del mezzo pubblico, composta per lo più da vecchietti di campagna e pazzoidi, quindi, è il pubblico che oggi, caloroso e accaldato, sperimenta la più incredibile delle esperienze.

Ma dopo questa premessa sull’etimologia del tram e sul pubblico di oggi, direi di lasciar parlare Roberto, che è ancora lì che, con un sorriso a trentadue denti, come se né il caldo, né l’inutilità della gara lo turbassero, blatera qualcosa sulla storia del tram o sulla sua esperienza in fatto di mezzi pubblici (peraltro particolarmente superflua): “… ma ora direi di entrare nel vivo della gara e andare a conoscere i nostri otto sfidanti!” 

Un attimo di pausa, in cui, probabilmente un suo collaboratore, lo informa dell’indisposizione dell’ ottavo sfidante, seguono attimi di panico in cui il sorriso del presentatore sembra affievolirsi, ma dura soltanto pochi istanti, perché subito, come ogni bravo presentatore, si riprende: “… sette sfidanti! Sfortunatamente la nostra ottava concorrente, la signora Giovanna Cascata ha subito un grave incidente mentre guidava proprio una di queste bellissime vetture…”

Sì, grave incidente, ve lo dico io com’è andata: Giovanna è una donna molto bella e piena di buone qualità, una fra tutte la compassione, così ogni mattina si ferma per qualche minuto ad una certa fermata (facendo impazzire tutti i passeggeri che fremono perché sono in ritardo e la maledicono) per comprare una brioche e un caffè al senzatetto che vive sul ciglio della strada, gesto molto gentile e apprezzato. Fatto sta che quel giorno non l’aveva visto, ma al suo posto aveva trovato un biglietto: “Ho trovato lavoro e la mattina comincio molto presto, probabilmente non ci vedremo per un po’. Grazie di tutto, rimarrai sempre nel mio cuore.”

Al che lei ci era rimasta così male che aveva buttato per terra la colazione appena comprata e aveva cominciato a piangere e piangere, per tutto il percorso del tram, finché il centro di controllo del tram non era andato in corto circuito per le sue lacrime incendiando tutto il veicolo, con lei dentro, che si era salvata per miracolo.

Ma il presentatore (e menomale!) si astiene dal raccontare l’episodio, e procede con la presentazione dei sette concorrenti e di come si svolgerà la gara (“Concorrenti!” urla “Siete pronti?”)

E così il pubblico nelle vesti di passeggeri, si dispone sui sette binari alle varie fermate del percorso e dopo qualche secolo (“Insomma, un po’ di pazienza!” sbraita Sorrisone con un sorriso fin troppo tirato) i sette concorrenti sono disposti vicini al loro tram di un verdastro scolorito (un modello peraltro abbastanza datato, ma, diciamocelo, agli spettatori sembrerà sempre un mezzo magico e fuori da ogni immaginazione!).

Al via (ovviamente urlato dal nostro presentatore) i sette passeggeri corrono sul tram, prendono posto, e iniziano la corsa verso la prima fermata, tutti tranne Gino Murphy e Terenzio, detto Terry, Piatta: “Cosa succede al numero 3 e al numero 6? Sembra che i due si trovino in difficoltà: il tram non vuole partire! Brutta storia! Ma andiamo subito a cercare di capire cosa c’è che non va e le loro sensazioni dopo questi due minuti di gara già così emozionanti!”

“Ci dica, Murphy, cosa sta succedendo?”
“Ma guardi, signor Sorrisone, non saprei proprio! Ma non si preoccupi, non è certo la prima volta che mi capita, sa? Eppure il tram è acceso, le porte sono chiuse… mah, che mistero! Dev’essere proprio un problema al motore!”
“Non si preoccupi, la nostra squadra di tecnici è già all’opera! Ma passiamo al signor Terry Piatta: mi dica, cosa sta succedendo?”

“Ma glielo dico subito, caro il mio Sorrisone finto, lei e tutto il vostro staff non volevate altro che farmi perdere! Io lo sapevo, eh, non credete di farmi fesso! Pubblico a casa, sappiatelo: mi hanno manomesso il tram! Mi vogliono far perdere, così che non possa avere i soldi in premio! Ma lo sa, lei, quanto io me lo meriterei? Molto più di tutti quegli scansafatiche degli altri, che fanno il turno di giorno, mentre io, sa, tutte le notti sono in piedi e lavoro! Se c’è uno che si merita di vincere questa stramaledetta gara sono io, altro che!”
E di nuovo il sorriso di Sorrisone comincia a vacillare (per la terza volta dall’inizio della diretta!), ma fortunatamente la squadra di tecnici sopraggiunge, dopo aver appurato che il tram del signor Murphy è davvero guasto (per fortuna c’è il tram della signora Cascata!), per controllare anche quello del signor Terry Piatta, che incredibilmente parte dopo qualche secondo.

“Ma, ma… come avete fatto?”
“Nulla di più semplice: bastava togliere il piede dal freno!”

E dopo questa magra figura anche i signori rimasti a piedi riescono a partire e in breve sono alle calcagna degli altri, ma un nuovo problema subito insorge: mentre le fermate sugli altri binari si sono svuotate, quelle lungo il binario 5 sono ancora piene di passeggeri che non sono saliti. Sorrisone decide subito di indagare.

“Apriamo subito il collegamento con la nostra concorrente! Abbiamo infatti dotato ogni tram di una webcam e ogni tranviere di un microfono, così che i concorrenti possono sentirci e noi chiacchierare con loro durante il percorso! Ma ecco che Giordana Suffragetta si avvicina alla prossima fermata!”

“No! Non potete salire! Gli uomini fuori da questo mezzo! Potere alle donne! Potere alle donne! Potere alle…”
“Scusi, signorina Suffragetta, ma perché non fa salire tutti i passeggeri sul tram?”

“Anche lei, Roby, come fa a non capirlo? Noi donne siamo discriminate, abbiamo molte meno possibilità degli uomini, siete d’accordo?”

In sottofondo si sentono urla di approvazione e cori femministi.

“Io voglio creare un luogo in cui tutte noi possiamo vivere serenamente, almeno per questo piccolo tratto di strada, e dimostrare che le donne valgono. Non permetterò che nessuna donna in questo tram venga discriminata e l’unico modo perché ciò avvenga è eliminare qualunque uomo! Non una di meno!”

“Ma guardi che è contro il regolamento…”
“Ecco, signor Sorrisone, già lei mi discrimina! Perché non dice niente a quel pazzo ambientalista che ha deciso di farsela a piedi e ha costretto tutti i passeggeri a seguire il suo esempio?

Non ci credo, già mi supera quel Terry Piatta, ecco, un altro che non si fa nessuno scrupolo a discriminarci superandoci! Viviamo in un mondo di maschilisti!”

E la comunicazione si interrompe, lasciando un po’ perplesso il presentatore, che però non si scompone mai, ha già drizzato le orecchie: cosa sta facendo Rocco Differenziato?

Dopo aver appreso che quello che la femminista stava dicendo era vero dalle telecamere, si avvia anche lui a piedi verso Differenziato, concorrente numero 7, alla testa ormai di una massa non insignificante.

“Il pianeta sta morendo! Dobbiamo agire ora! Basta tram, macchine e anche biciclette! Basta plastica, carta e qualunque altro tipo di materiale! Io dico basta!”

E tutti dietro ad urlare, chi per la stanchezza, chi per sostenerlo.

“Ed eccoci qui con il concorrente numero 7, signor Differenziato, ma cosa sta facendo?”

“Sto seguendo l’esempio di Greta Thunberg, e, a proposito, sa che la sorella della migliore amica di mia mamma conosce la mamma di un’amica di suo cugino?”

Sorrisone stavolta si stampò in faccia un sorriso non più tirato, ma visibilmente finto: non aveva la più pallida idea di chi fosse quella Greta, così decise di lasciar perdere, anche se sapeva che questo avrebbe comportato le urla di protesta di tutto il tram 5.

E così perdiamo il nostro primo concorrente, che, seppur veloce nel camminare, non raggiungerà mai in tempo il traguardo, seguito da tutti i suoi passeggeri, alcuni svogliati (la magia del tram è svanita in fretta per loro) mentre altri anche fin troppo invasati, che cominciano a battere contro i tram sugli altri binari, facendosi quasi investire.

Ma purtroppo uno di loro si mette di fronte al tram di Murphy, che non sa più come andare avanti.

Fortunatamente, però, dopo un po’ l’esagerato, perso il suo gruppo, si sente impotente e ha paura di essere investito, così scappa via, anche se per il tram di Murphy non c’è niente da fare: non si muove più. Anzi, dopo qualche secondo comincia a bruciare. 

Al che la squadra di soccorso neanche interviene più. Troppo sfigato quell’uomo.

Ma passiamo al vivo della gara: dopo strettoie, gallerie, semafori guasti e salite (alla vista delle quali Stefano Pisolo, concorrente numero 1, pigrissimo, si arrende) è il momento della prova decisiva: all’improvviso alla radio viene segnalata una manifestazione, in programma da giorni, di cui però i nostri tranvieri non avevano ancora sentito parlare, e che capita proprio in mezzo al loro percorso. La prova è decisiva. Come reagiranno i nostri?

“Beh, signori e signori, niente che i nostri tranvieri non abbiano già affrontato nelle loro corse quotidiane, non trovate? L’unico problema è che stavolta dovranno affrontarla con un unico pensiero: vincere. Il traguardo infatti non è lontano, anzi è più vicino di quanto voi pensiate, cari i miei concorrenti. Mi sentite? Bene. E allora coraggio!”

Ma che sorriso, signor Sorrisone! Cos’è, è contento che la gara sta per finire? Comprensibile.

“Ma ora andiamo a vedere come se la sta cavando il nostro concorrente numero 4, il signor Giovanni Bravo”

“Uè, Rob, và che mi chiamo Giovanni, sì, ma dagli amici come te mi faccio chiamare Jonny!”

“Andata per Jonny Bravo!”

Strano, a Sorrisone piace quel ragazzo meno giovane di quanto volesse dare a vedere, estroverso e scherzoso, un po’ come lui. E questo non è evidente solo dal suo modo di fare con lui, sempre accondiscendente, come se gli piacesse stare al gioco, ma anche dal sorriso più sincero che gli abbia mai visto nascere su quel volto un po’ rifatto e un po’ tirato, per la stanchezza, certo, ma anche per le sue “operazioncine”.

E sembra che anche Jonny abbia trovato in lui un compagno di scherzi, di quelli che basta un’occhiata per capirsi, se non che la sua passione è un’altra: le donne. Così quando vede il tram femminista numero 5, non esita a lasciare “Rob” per affiancarcisi (ma assolutamente non superarlo – le conosceva bene lui quel tipo di donne-).

E così quando incappano nel pieno della manifestazione, il primo pensiero (che urla a tutte le donne sul tram) di Giordana è quello di scendere subito e chiedere informazioni. Non sia mai che si perda un corteo femminista.

Ma tutta mesta, torna sul tram e annuncia: “Ragazze, porto brutte notizie: è una manifestazione contro il governo”

“Mai che si tratti di una manifestazione decente!”

“Che inutilità!”

“Ma poi cosa protestano che non ottengono mai nulla!”

“Sai quanto gliene frega al Presidente del Consiglio o chi per lui per cosa manifestano!”

E altre lamentele di questo genere pervadono tutto il tram, finché alla signora Suffragetta non viene una brillante idea: “Facciamo noi un corteo!”

Così in venti o trenta (di sicuro non di più) donne scendono in piazza all’urlo di “Girl Power!” 

Ma a sostenerle scende anche il nostro Jonny Bravo, forse più sciupafemmine di quanto pensassi.

E così cinque dei nostri concorrenti, chi per necessità oggettiva, chi per necessità spirituale, abbandonano la gara. Rimangono in pista solo Terry Piatta e un altro, misterioso, personaggio, il numero 2, che adesso  Sorrisone sta andando ad intervistare.

“Buooongiorno, numero 2, come andiamo? Signori e signori, il signor Carlo Berti, dipendente ATM da trent’anni!”

“Si, si, sono io, guardi, ne, che non sono una tigre da esibire, come al circo. E ora, muoversi che ho una gara da vincere, che ci pensano già gli immigrati a toglierci il lavoro e non vorrei perdere un’altra occasione per colpa di quelli. Voglio dire, non sono razzista, però che se ne stiano a casa loro, invece di venire a dare fastidio a noi!”

“Ma signor Berti, guardi che non c’è nessuno straniero, e nemmeno immigrato o figlio di immigrati, che partecipa a questa competizione!”

“Sì sì, va bene, va bene, pensala come vuoi, ma io non mi faccio più fregare”

E così scappa via raggiungendo il traguardo per primo.

 “Qualche affermazione dopo la vittoria?” chiede esausto Sorrisone al primo classificato: “Alla faccia vostra! Contenti? No? Beh allora tornatevene da dove siete venuti!”

Mentre Terry Piatta, meno polemico, afferma: “Lo sapevo: tu, Sorrisoni, e tutti voi altri l’avete fatto apposta a far vincere quell’odioso milanese e a far perdere me, che me lo meritavo molto di più!

È tutto un complotto!”

E aggiunge: “Che competizione inutile!”

Finalmente un’affermazione che condivido.

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