di VALENTINA RAMANAND

Cosa ti importa di chi amo? Sì, mi sono innamorata di lei. E quindi? Cosa cambia a te, sì, proprio a te, se mi piace una ragazza? Lo trovi innaturale? Innaturale sei tu, che non capisci che non ci si innamora di un uomo o di una donna, ma di una persona. Cosa non ti è chiaro?

Pensi che sia matta? Matto sei tu, perché non hai capito che non amo i suoi fianchi o i suoi seni, ma il suo carattere e il suo sorriso; amo quando ride alle mie battute, quando si mordicchia le labbra e quando si sistema i capelli. Amo quando mi parla di filosofia e di politica, e quando si lamenta perché non riesce a disegnare bene quel dettaglio. Ma a me del dettaglio non importa, per me i suoi disegni sono sempre belli, perché esprimono la sua essenza.

Pensi che sia malata? Malato sei tu, che non capisci che il mio non è un morbo, ma il sentimento più bello del mondo. Non sono contagiosa, non porto dolore e sofferenza, ma la luce negli occhi.

E tu, tu perché non capisci che è il momento di superare quei maledetti pregiudizi che ti annebbiano la mente? Ti infastidiamo quando ci teniamo la mano per strada? Ti stiamo insultando o offendendo? Non mi pare. E allora cosa ti importa se amo lei, e non un ragazzo? 

Non mi importa del suo corpo: può essere grassa, magra, alta o bassa, bionda o mora, o rossa. È il suo animo che mi fa impazzire. E allora che diritto hai tu di guardarmi di traverso e di spettegolare malignamente con il tuo amico, se io e lei ci baciamo? Cosa hanno le coppie etero che noi non abbiamo? Sono forse più belli? E anche se fosse? Perché loro hanno più diritto di noi di camminare insieme per le strade, di tenersi la mano in pubblico, di sposarsi? Perché noi no?

Non sono malata. Tu sei la mente malata, anzi, ammuffita. Tu devi andare in terapia. Perché, perché non capisci che io amo lei allo stesso modo in cui potrei amare un ragazzo? Quale parte di questo ti sembra malsana? Io voglio sposarmi come lei e lui, e tu non sei nessuno per impedirmi di amarla. Non hai diritto di giudicare se è sbagliato, perché per giudicare dovresti prima provare quello che provo io, e capire ciò che dico: il mio amore vale tanto quanto il tuo.

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