DI VIOLA GIUBILEO

Scritto da Eric-Emmanuel Schmitt, ‘Oscar e la dama in rosa’ è stato pubblicato per la prima volta nel 2002.

Questo breve romanzo epistolare è bestseller in Germania ed ha mantenuto i primi posti per oltre cinquanta settimane nelle classifiche francesi. 

La trama è molto semplice: un bambino di dieci anni, Oscar, è malato di cancro e racconta i suoi ultimi giorni di vita tramite delle lettere indirizzate a Dio.

Il messaggio e la riflessione sono un po’ più complessi e sottili: la dama in rosa, chiamata dal piccolo protagonista Nonna Rosa, è una volontaria dell’ospedale nel quale è ricoverato Oscar.

La signora, dopo aver scoperto che la malattia di Oscar gli la scia soltanto altri dieci giorni di vita, suggerisce al piccolo protagonista di scrivere una lettera al giorno e di vivere ogni giorno come se passassero dieci anni.

Nelle 10 lettere che seguono vengono così analizzate, in gruppi di dieci anni, le varie fasi della vita e con loro i comportamenti più tipici e comuni di quell’età a noi umani. 

Oscar attraversa tutte le età e le azioni che le caratterizzano litigando con i genitori e con gli amici, amando, ‘sposandosi’, agendo senza pensare, ‘tradendo’ l’amata, riconciliandosi con i genitori, ridendo e scherzando, rattristandosi, riflettendo, crescendo e sentendosi stanco e privo di energie prima di morire. 

Nel romanzo è presente un alto percorso: quello della fede. All’inizio Oscar critica la richiesta di Nonna Rosa affermando l’inesistenza di Dio. Durante il romanzo però l’idea del bambino cambia svariate volte, e in una lettera Oscar lo ringrazia per avergli fatto visita. 

Oscar e la dama in rosa è un libro molto bello e profondo ed induce ad un’inconscia analisi della vita che, anche se descritta da un bambino di dieci anni, si può definire impeccabile. Lo studio del comportamento umano è notevole ed è raccontato in un modo davvero intelligente. Questo è uno dei romanzi che affascina, coinvolge e fa riflettere maggiormente: Schmitt è riuscito a trattare un argomento così delicato in un modo così diretto che quasi non ce ne si rende conto.

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