di MARGHERITA MINELLI

Tipologia C: RIFLESSIONE CRITICA DI CARATTERE ESPOSITIVO-ARGOMENTATIVO SU TEMATICHE DI ATTUALITA’ “…rifletti su queste tematiche e confrontati anche in maniera critica con la tesi espressa nell’estratto, facendo riferimento alle tue conoscenze, alle tue esperienze personali, alla tua sensibilità. Articola la struttura della tua riflessione in paragrafi opportunamente titolati e presenta la trattazione con un titolo complessivo che ne esprima in una sintesi coerente il contenuto.”

Dopo aver letto e compreso la simulazione di prima prova pubblicata dal Miur mi sembra quasi un dovere morale esprimermi su tale questione; ma, per renderla comprensibile a tutti, e soprattutto ai meno dotati in scrittura (come chi deve aver sviluppato tale documento), ho preso la decisione di riprenderne le modalità, anche per dimostrare quanto a parer mio queste siano assolutamente inadeguate e per farlo ho deciso di sfruttare i tre momenti della dialettica hegeliana.

Tesi:

La struttura della scuola italiana non è un ammasso casuale, nonostante a volte possa sembrarlo. Essa è infatti ben organizzata in modo da dare organicità e senso di insieme agli studi nonostante i cambi di grado di scuola e ambiente, funzionali per lo sviluppo di maturità e autonomia. 

Ciò si può vedere in varie materie, ma soprattutto in italiano; nelle scuole elementari in questa materia oltre a studiare le basi della grammatica vengono fatte periodicamente delle verifiche di comprensione scritta, per allenare gli studenti alla lettura  non solo dal punto di vista di scorrevolezza, ma anche di assimilazione dei concetti e miglioramento del lessico.

Antitesi:

Certamente non si può basare l’intera produzione scritta sulla comprensione, eliminando completamente, in questo modo, quella libera (la produzione) e lo sviluppo di un pensiero indipendente; per questo è necessario porre un elemento in antitesi al lavoro precedente: il testo argomentativo, dove con un breve spunto è necessario sviluppare un’opinione e sostenerla cercando argomentazioni valide o abbellendo quelle che così non sono, facendo un lavoro simile a quello dei sofisti, dove la perfezione formale e incisività diventa più importante del contenuto stesso. Ecco il lavoro che si approfondisce alle scuole medie, considerate un po’ come il Medioevo “età buia” della propria vita anche se in questo caso non erroneamente.

Sintesi:

Si può ben capire come questi due tipi di lavori siano sì funzionali ma non indipendenti, poiché a entrambi manca qualcosa: in entrambi manca l’altro. Dov’è la comprensione senza la rielaborazione e viceversa? 

Qui entra in gioco il liceo che ha lo scopo di “cogliere l’unità delle determinazioni, un’unità che vive attraverso la molteplicità” come ci direbbe Hegel. Se però tentiamo di combinare i due concetti mantenendo separati non arriviamo a un modello organico: “dopo aver letto commentare”, non è una tipologia che funziona poiché rimane fortemente legata al testo proposto e perde l’indipendenza che una produzione matura, come quella d’esame, dovrebbe avere. Sarebbe come bere latte cagliato (pessima sintesi di yogurt e latte).

È necessario dunque formare un nuovo ibrido “sintesi positiva e comprensiva di entrambe le determinazioni precedenti”, che sia però irreversibile. 

Fortunatamente non abbiamo bisogno di scervellarci e richiamare Hegel dal mondo degli inferi, ma possiamo lasciarlo ai suoi litigi con Kant, poiché la nostra sintesi esiste già: il Saggio Breve. 

Il saggio breve non è un testo argomentativo, e nemmeno una comprensione, ma un saggio: ovvero una produzione che porta avanti un’opinione basandosi sullo studio e approfondimento di una questione, utilizzando richiami alle fonti. 

Per questo motivo questa modalità è quella che va a chiudere il ciclo di studi, luogo di passaggio tra la sintesi degli studi precedenti e l’anticipazione di un lavoro futuro come quello della tesi universitaria, che potremmo definire come “saggio lungo”.

Proprio per questo leggere le modalità della nuova prima prova mi demoralizza, poiché mi sembra di uscire dai binari della mia istruzione andando verso un prodotto che è certamente meno difficile, ma anche meno sentito dalla comunità studentesca e che penso produrrà dei danni nella futura popolazione universitaria e lavorativa, come la rottura di un anello evolutivo

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