Della REDAZIONE DELL’URLO

A Verona, dal 29 al 31 marzo, si terrà il XIII Congresso Mondiale delle Famiglie (WCF), evento internazionale che porterà in città personaggi legati ai movimenti pro life, anti-femministi, anti-LGBTQI e, più in generale, sostenitori della famiglia tradizionale. 
Un congresso del genere è decisamente pericoloso, sia per le ideologie portate avanti, in Italia improntate all’abrogazione delle unioni civili, all’abolizione della 194, nonché ad una battaglia alle lotte portate avanti dai movimenti femministi, sia per i particolare legami che il WCF ha in Italia: oltre che con ambienti più prettamente cattolici, con la presenza del vescovo di Verona ad aprire il Congresso, l’ICW ha rapporti con diversi esponenti politici destra ed estrema destra italiana, a partire dal leader dell’associazione “Pro Vita”, coorganizzatrice del Congresso, presieduta da Alessandro Fiore, figlio del leader di FN, per passare a Salvini, con i suoi stretti legami col presidente del WCF Brown, e poi ancora Pillon, senatore leghista promotore del gruppo parlamentare “Vita, famiglia e libertà” e infine Fontana, ministro per la Famiglia estremamente omofobo e sessista, anche lui in quota lega, nonché ex vicesindaco di Verona.
Bisogna ricordare che Verona fu una delle capitali della Repubblica di Salò, la sede del comando generale della Gestapo, e che dagli anni Settanta è diventata un centro fondamentale per le diverse organizzazioni eversive neofasciste, con la complicità degli integralisti cattolici collegati all’amministrazione locale.
L’evento, infine, è patrocinato dal Comune di Verona e dalla Regione Veneto, di cui parteciperanno al WCF il sindaco Sboarina e il governatore Zaia. Comune che ha già promosso una delibera per proclamare Verona città “a favore della vita”, a cui è seguita una protesta di NUDM, da cui la foto.

Tuttavia, non tutti gli italiani sono favorevoli a questo congresso, ma anzi molti hanno espresso e stanno esprimendo forte dissenso. E’ evidente che serva un’enorme mobilitazione della società civile per combattere queste ideologie, in primo luogo alla manifestazione indetta da Non Una di Meno alle 14.30 di sabato 30/03/19.

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